Le mie poesie

 

 

Segnali contrastanti

Un giorno
guarderò il Duomo di una città straniera
e, in estasi per la sua bellezza,
forse mi chiederò:  “questo piacerebbe a chi altrove mi stava accanto?”
Cercherò  parole con cui trasmettere ciò che provo,
ma riuscirò a trovarle o rimarranno ingabbiate nell’algido castello della mia razionalità ?
Straccerò virtualmente la mail
non riuscendo a dare quel calore
ad un concetto
che gli sguardi, la voce e l’intonazione
magicamente sprigionano
quando hai qualcuno di fronte ?

Non puoi

Non puoi.
Semplicemente, non puoi
trattenerle.

Le persone scivolano via
dalla tua vita
come un sorriso malinconico
al momento di un addio,

il loro sguardo dolce o irato
ti galvanizza e ti cattura,

e tu non puoi,
semplicemente non puoi
fare altro
che ricordarle.
 
 
 

Stelle che incantano

Stelle che incantano
     sono i tuoi occhi,
risplendono e sorridono
     di racconti e sogni,
improvvisamente possibili
    incrociando il tuo sguardo.

*****
A Francesca.

*****

Poesia di primavera

Piove.
guardo fuori
dalla finestra
in cerca di risposte
che il cielo plumbeo
non puo’ darmi.

Ascolto
lo stesso country triste
da ore
cercando di carpire alle nuvole
il perche’ della mia tristezza.

Conto le ore,
anelo ad una risposta
che pero’ non arriva.



Una piccola parte di te
mi appartiene,
 
tessera di mosaico
che meravigliosa
si incastona sul mio corpo
 
fra altre di foggia e colore diversi
nel grandioso disegno d'una intera vita.





Gli alberi
mosse le fronde
tornano a gemere sommessamente.
 
Le fronde si agitavano
e le foglie scosse nel vento
urlavano la loro singola disperazione
mentre i rami, ormai prostrati,
manifestavano il loro dolore
per qualcosa che non si può fermare.
Era l'autunno già imminente.
 

 
Spogliami
o pioggia,
Le tue gocce
come dita leggere
Lasciano cadere
i miei abiti.
Immobile resto
sotto il tuo pianto:
Le mie lacrime
sono le tue gocce.
 
 

 
E volano così i pensieri
come api gioiose
sui biancospini
del mio scrittoio.
 
 

 
La luce
a volte
colpisce gli oggetti
come sul volto
d’improvviso
uno schiaffo.
Guarda e deride
il tuo viso innocente.
Ti scuote
impietosa
col suo freddo
cinismo.
 
  

 
 
Decine di immagini inespresse giacciono in me;
le parole non bastano, appena scritte perdono di
significato.
Mi sembra di avvicinarmi ogni giorno di più ad
una forma vivente aerea. Spazio nell’aria come
un’entità senza forma; la mia immaginazione
non ha più limiti, è veramente energia liquida che
fluisce nell’atmosfera, gassosa perché vola al
di sopra degli alberi. E’ anche questa un’immagine,
sto diventando io stessa un’immagine,
una sensazione inesprimibile a parole.
Che sono già diventate inutili.
 
 
                                           
 
Respiri rubati
nella rarefatta atmosfera
di due corpi vicini
 
Magiche alchimie
fatte di sguardi e gesti
tra un uomo e una donna
 
Attrazione inevitabile
di due pianeti satelliti
che hanno la stessa orbita
 

 
 
Cercano
i miei occhi
le tue mani di uomo
 
Cercano
i miei occhi
il tuo sguardo profondo
nel quale soltanto
ritrovo me stessa
 
      
                                         
 
  
Vele
alla deriva
nel grigio mare in tempesta
che è la vita.
Vele
stracciate
dagli impetuosi venti
del nostro sentire
 
E come navi senza naufraghi
ci aggiriamo in quest'oceano
che è senza fine come i
perchè che ci attanagliano.
 
 
 

Fuori
soltanto la grigia luce della vita
si scorge.
Le nuvole
ci costringono
a capire.
La pioggia
è il pianto triste
dell'animo umano.
 
 

 
E il cielo ancor grigio
d'azzurro s'aperse,
formando un sorriso
per noi solamente.
Amici. Per sempre.
 
(dedicata ad un amico, per il suo compleanno)
 
 

Ora di pranzo.
Loro parlano di Mibtel
e io leggo poesie.
Loro discutono di Borsa
e io cerco un foglio che non sia
a quadretti.
 
Non ci sono endecasillabi
in cio' che scrivo,
Non ci sono regole o ripensamenti.
Solo istintive parole, parole e ancora parole.
 
Nel dirmi chi sei
il tuo corpo ha perso
la sua evanescenza.
Quell'esplorarci
ad occhi chiusi nel buio
virtuale
avra' forse fine,
poiche' non
osero' toccare
il tuo corpo
materiale.
 
E la mia mente rifugge
l'istante in cui vedrai i miei occhi...
 
 
 
Grafite,
sottile.
E la matita passa attraverso i quadretti
come un pesce piccolo attraverso una rete.
 

 

Guarda,
Squarci di luce, accecante,
Provengono da quelle rocce laggiu’.
Non ho paura di quel fulgore,
E’ un caldo abbraccio che mi avvolge,
Un sorriso che mi scioglie.
 
Non avere paura.
 
 

(Per Rita, nel giorno delle sue dimissioni)
 
In questa notte insonne
penso:
come una dama d'altri tempi
di nero ti ammanti
con gli occhi profondi e tristi,
mi guardi
e io non riesco a svelare
il segreto che celi,
Un muro
che nemmeno la rabbia
ha saputo scalfire
che soltanto le risa
hanno fatto crollare,
Un Domino,
in eterno equilibrio
fra il nero che osa
e il bianco che teme.
 

 

Per sfuggirti,
mia Milano,
ho attraversato
nuvole di smog,
ammantata
di polveri sottili,
truccata
dallo sbuffo di un diesel
profumata
dai passeggeri della metro
...ma poi...
investita
da un camion ho deciso
di rimanere
 
 
(dedicata a tutti i politici di Milano e pubblicata su Metro)

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